La Fontana (Racconto)

 Te la ricordi questa piazza?
– Certo, come potrei dimenticarla?
– Sai, ha vinto un premio, qualche tempo fa.
– Sì, te l’ho detto io.
– Dannazione!

Ridi. Quando ridi mi innamoro di te.

Oddio, in realtà mi innamoro di te ogni istante: quando mi guardi, quando mi accarezzi, quando mi ascolti. E quando mi chiami disperata, in cerca di conforto e di qualcuno che ti ascolti.

– Bella la fontana, vero?

Sì, è bella. I suoi getti colorati, la musica di sottofondo. Quando la guardi, quella fontana, i tuoi occhi si illuminano. E, per un attimo, dimentichi tutto.

– Vieni.

Ti stringo la mano, e ti trascino.

– Che vuoi fare?
– Ballare.

Quando entriamo nella fontana fai delle smorfie meravigliose. Prima ti si arricciano le labbra, la fronte è corrugata. Quando metto la mano sul fianco mi guardi perplessa. Lanci un grido, una goccia ti ha colpito la spalla. Scoppio a ridere

– Ma sei scemo?
– Assolutamente sì!

Accenno un passo. Mi segui. Un’altro. Una piroetta. Non seguiamo la musica, seguiamo ognuno il battito del cuore dell’altro. Ridiamo. Il ritmo aumenta, balliamo qualcosa di tutto nostro. E ci fissiamo negli occhi.

Attorno a noi un’altra coppia entra nella fontana. E un’altra, e un’altra. Non te ne accorgi, sei persa nei miei occhi. E io mi perdo nei tuoi: azzurri. Radiosi. Finalmente felici.

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